UNA ESPERIENZA PILOTA

PROMONTORIO DELL'ARGENTARIO

SECCA DI MEZZO CANALE

 1996  

 PROGETTO DI RIPRISTINO AMBIENTALE  

in collaborazione tra Centro Subacqueo Romano,  Legambiente, Lega Sub UISP e Greenpeace

La mappa del promontorio dell'Argentario

 

Rilievo del fondale eseguito dai volontari del Centro Subacqueo Romano

 

Disposizione della rete a NW

Disposizione generale della rete

 

 

 

 

 

 

 

 

Schema di principio dell'uso dei palloni da sollevamento per portare a termine la bonifica.

La  secca "Di Mezzo Canale"  si solleva dal fondo fangoso nel canale tra l’Argentario e le isole del Giglio e Giannutri a tre miglia circa al largo dell'Isola Rossa. Il fondo del canale e' straordinariamente  uniforme e si sviluppa alla profondità prevalente di 90-100 metri costituendo un terreno di elezione per le attività delle strascicanti, anche oltre le recenti restrizioni che impongono una  distanza minima dalla costa, facilmente violabile  in un ambiente così ristretto. La secca di Mezzo Canale risale con  una impressionante cordigliera di guglie e pinnacoli fino alla profondità minima di -24 metri. La estensione complessiva, non del tutto conosciuta, non supera qualche  migliaio di metri quadri. La secca, per la sua disposizione, è esposta al movimento ondoso e ai venti ed  è origine di correnti spesso impetuose  che la rendono inavvicinabile per la maggio parte dell'anno anche perché il mare vi è spesso agitato, anche in assenza di venti sinottici, dalle correnti aeree sempre attive nel canale tra le isole e l'Argentario.  

 

Queste caratteristiche hanno fatto della secca un ecosistema quasi isolato ed unico. La caratteristica biocenosi dell'Arcipelago Toscano meridionale vi si trova riprodotta con uno stato di degrado inferiore a quello del reef costiero. 

 

L'inquinamento chimico e fisico è quella comune a tutto il Tirreno, ma gli effetti diretti della antropizzazione sono  limitati. La sua estensione contenuta non la rende meno interessante per la pesca professionale,  i pescatori di canna, lenza, traine e tramagli la torturano senza posa, i subacquei la frequentano poco per il pericolo dell'immersione profonda ed il mistero che essa rappresenta e per le difficoltà tecniche dell'immersione. La secca non può infatti essere inserita negli itinerari turistico sportivi commerciali dei diving. Tutto ciò ha preservato un ambiente di grande fascino dove specie altrove in pericolo, come  le cernie, le aragoste, i saraghi e i dentici, possono ancora vivere numerose e dove il passo del pesce pelagico è ancora un avvenimento atteso. Gorgonie e paramuricee e, qua e là, il corallo sono ancora vitali nonostante  le mucillagini. La grande profondità e le impressionanti pareti verticali si sono guadagnate il rispetto dei rari visitatori.  

 

Se non si tratta di un giardino dell' eden sommerso, la secca di Mezzo Canale è certamente un ambiente meritevole di protezione in ragione delle sue capacità di concentrare in  un piccolo spazio tutta la biodiversità e le valenze ecologiche di un'area mediterranea altrove gravemente compromessa. Va detto che la secca non è inserita nella perimetrazione dell'Area Marina protetta dell'Arcipelago Toscano meridionale.

Nella primavera del 1994 il Centro Subacqueo Romano scopre e documenta la esistenza  di una grande rete da pesca abbandonata sull'apice della secca in condizioni tali da recare grave danno all’ambiente. Risulta che della presenza dell'ingombrante e pericolosa rete siano al corrente i pescatori ed i subacquei della zona che attribuiscono l'incidente a una barca napoletana in pesca a circuizione, probabilmente incorsa in errori di valutazione per poca conoscenza del luogo e non più capace di recuperare il sacco mediante il cavo d'acciaio a serraggio. Al di là delle responsabilità,  si pone concretamente il problema del ripristino ambientale che non è possibile con iniziative dilettantistiche ed improvvisate, peraltro già tentate senza successo da ignoti con rischio di ulteriori danni all'ambiente.

Riteniamo che gli apporti tecnici ed operativi debbano essere messi a disposizione da associazioni di volontariato come la nostra con il supporto indispensabile delle associazioni ambientaliste e della stampa specializzata. Il reperimento delle risorse finanziarie non può tardare se si vuole che sia impedita la conclusione negativa del processo di degrado innescato dalla grande rete a danno delle forme di vita esistenti.  

IL PROGETTO DI RILIEVO SUBACQUEO, DOCUMENTAZIONE E RECUPERO

Il progetto si è articolato essenzialmente in quattro fasi, preparate in modo da poter essere condotte eventualmente in modo autonomo da gruppi diversi sotto il controllo di un coordinamento unitario.  Il progetto verrà svolto con la collaborazione della Capitaneria di Porto di Monte Argentario. La  durata prevista fu di dodici mesi con l'impiego di una risorsa operativa equivalente di 250 giorni-uomo.

Prima fase : DOCUMENTAZIONE. Obiettivo : Eseguire riprese fotografiche e videografiche della secca e della rete mediante l'impiego di attrezzatura fotografica professionale e di telecamere scafandrate. Produrre un reportage completo in diapositiva sia della secca e della rete che dell'ecosistema e delle condizioni di sofferenza delle specie mediante ripresa differenziale a lungo termine di ambienti coperti e di ambienti liberi. Monitoraggio biologico delle specie osservate.        Realizzazione di un videofilmato documentario "La rete abbandonata" di 60 minuti con tecnologia Betacam  con commento sonoro destinato alla diffusione su reti televisive, alle proiezioni promozionali e alla informazione degli organi interessati e della stampa. Il Centro Subacqueo Romano può disporre tra i suoi volontari di Claudio Valerio, bravo subacqueo e grande operatore alla videocamera. Sarà prodotto  un idoneo numero di articoli, pubblicazioni e commenti atti a dare la informazione necessaria e a promuovere la campagna di recupero ambientale.

Seconda fase : RILIEVO E PROGETTAZIONE. Obiettivo : Produrre un rilievo completo della secca e della rete e la restituzione computerizzata in ambiente CAD tridimensionale. Richiede l'uso di strumentazione che comprende, oltre ai mezzi nautici e logistici, un GPS, due ecoscandagli di cui uno computerizzato e dotato di plotter, contamiglia di precisione, misuratori di velocità, bussole da rilevamento ed altra strumentazione ordinaria. La restituzione potrà essere realizzata su workstation CAD alla quale dovrà essere provveduto un adeguato dataentry su dati sperimentali di qualità e precisione controllate. Parallelamente, con le informazioni visive e quantitative ricavate da questo  lavoro, si procederà alla progettazione operativa della rimozione della rete ed alla selezione della metodica e dei supporti operativi e logistici necessari. Verrà prodotto un piano di lavoro dettagliato con la specificazione dei ruoli e delle responsabilità operative in fase di estrazione. Il piano provvederà le procedure di sicurezza e di recovery indispensabili per l'operazione in ambiente a rischio.

 Terza fase : INFORMAZIONE E DIFFUSIONE. Obiettivo : Svolgere tutte le attività necessarie per la promozione del progetto, per la informazione al pubblico alla stampa  alla televisione e nei settori specialistici e per il reperimento delle risorse.

Quarta fase : RECUPERO AMBIENTALE. Obiettivo : Ripristino dell'ecosistema mediante rimozione, sollevamento o affondamento della rete. La rete verrà progressivamente staccata dal fondo e dalla parete dove vi abbia aderito, procedendo con la cautela necessaria per evitare di aggravare il danno. Si procederà con tagli mirati successivi e la rete verrà legata a galleggianti che, mossi dalla corrente, produrranno un distacco progressivo tra rete e fondo ed un primo provvisorio innalzamento. l'aggiunta di palloni da sollevamento di maggiore capacità provvederà al sollevamento mentre il recupero richiederà l'impiego di un pontone e di un verricello.

 

 

QUADRO DI PROGRAMMAZIONE ESECUTIVA DELLA BONIFICA

Avanzamento del progetto

 1997

Fasi

Azioni

1994

1995

1996

Dic

Ge

Fe

Ma

Apr

Giu

Lug

Ago 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I

Documentazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

II

Rilievo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

III

Informazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IV

Recupero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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